Paura di parlare in pubblico: tra le fobia nel mostrare le proprie debolezze

Paura di parlare in pubblico: tra le fobia nel mostrare le proprie debolezze

Sono molti coloro che provano imbarazzo nel momento in cui devono parlare in pubblico. Ecco perciò tutto quello che serve sapere su questa sensazione che talvolta può diventare alquanto spiacevole. Un timore alquanto diffusa e che può essere fattore scatenante di ansia e stress. La paura di parlare in pubblico (sul sito https://massimilianocavallo.com puoi scoprire come affrontarla) riguarda in primis le donne che hanno un tono di voce meno forte rispetto a quello degli uomini.

Una paura che ha fatto la storia

La preoccupazione di parlare in pubblico, stando a quanto riportato sul Guardian, è qualcosa che riguarda principalmente le donne. A pronunciarsi in tal senso è stata la dottoressa Kayes di Vocal Process, ovvero una società che si occupa di sviluppo del tono della voce. Molte sono le donne che si rivolgono a lei in quanto profondamente insoddisfatte della propria voce.

Molto fa il pregiudizio nei confronti della voce delle donne dato che addirittura alla fine degli anni ’20 il Daily Express in Inghilterra manifestò il pensiero comune degli ascoltatori che trovavano monotone le voci femminili in radio. Non bisogna perciò trascurare l’aspetto storico della paura di parlare in pubblico: si potrebbe pensare alla marcia per i diritti civili a Washington nel 1963 in cui le donne non potevano mai prendere la parola.

Un pregiudizio che è andato dunque via via diffondendosi e che vede la voce maschile più rassicurante e meno acuta, per cui sicuramente rendeva gli uomini avvantaggiati anche nelle relazioni. Modulare la propria voce può dare un grosso aiuto per vincere quella brutta paura di parlare in pubblico. La dottoressa Kayes infatti ha sottolineato l’importanza di trovare un suono chiaro e forte nella gamma individuale di ognuno.

Fobia nel mostrare eventuali debolezze

La paura di parlare in pubblico è in primo luogo legata alla fobia di fare brutte figure e mostrare perciò il lato fragile del proprio carattere. Per capire ciò basta semplicemente soffermarsi su quegli aspetti comportamentali che si manifestano nel momento in cui si ha dinanzi una platea.

Tra questi si possono citare senza dubbio la tachicardia, secchezza delle fauci, tremolio delle gambe e sudorazione aumentata. Una sensazione di agitazione che si presenta anche a livello del tono della voce che può risultare frammentato, ed essere perciò sintomo di fragilità. Il problema dunque può diventare in molti casi il senso di smarrimento che si può provare nell’avere di fronte una platea.

Un disagio che si avverte nello stesso modo quando ci si trova a risentire la propria voce registrata, apparendo anche strana come fosse di un’altra persona. La paura maggiore diventa quindi quella di avere delle critiche che possano intaccare negativamente la propria autostima.

Qualche consiglio utile per un discorso efficace

Coloro che si trovano spesso a parlare in pubblico farebbero bene a prendere in considerazione qualche consiglio molto utile. Il problema infatti è che in molti casi ci si concentra troppo su sé stessi e non su chi ascolta. Ecco perché, così come suggerito sulla rivista scientifica Nature, ci sono degli esercizi molto utili per imparare a creare un discorso assai efficace.

In primo luogo è bene prendere in esame il tipo di platea alla quale si parla: questo permetterà di preparare un discorso che si adatti perfettamente agli uditori che si hanno avanti. Per esempio, è bene capire se chi ascolta è specializzato nell’argomento di cui si parla oppure se non ha alcuna conoscenza per poter comprendere il discorso.

Inoltre può diventare molto utile immaginare qualcosa che possa rimanere nella mente di chi ascolta per almeno le 24 ore successive. I messaggi che un pubblico tende a memorizzare sono pochi, ma quei pochi sono determinati dalla bravura di chi parla. Ecco perché la cosa fondamentale è essere certi di comunicare i concetti chiave nel modo più chiaro e semplice possibile.

Evitando qualsiasi tipo di fraintendimento che potrebbe mandare fuori strada e creare anche degli equivoci. Infine si può dire che prendere in considerazione un tempo ridotto non è una cattiva idea. Può succedere che il discorso iniziale inizi con ritardo o che ci siano problemi tecnici di qualsiasi tipo. In questo modo bisogna condensare le informazioni cruciali nel discorso nei tempi giusti.

Motivo per cui pensare di fare un breve riassunto prima di iniziare potrebbe rivelarsi molto utile in caso di “sorprese” o comunque di riduzioni di tempo improvvise. Si capisce dunque che preparare un discorso in pubblico richiede grande attenzione anche ai dettagli apparentemente minimi.

Carlo Bellini