I segreti del taglio del legno a 45 gradi

I segreti del taglio del legno a 45 gradi

Se ti dedichi al fai da te durante le tue giornate, sicuramente ti sarai trovato davanti alla difficoltà derivante dalla procedura del taglio del legno. Nei film, nei tutorial online ovvero se raccontato da altre persone che già la praticano, questa tecnica sembra davvero molto facile per varie ragioni: innanzitutto, il legno è storicamente un materiale facile da tagliare e gli utensili a disposizione sono davvero molti fra seghe, seghetti e altri dispositivi. L’unica cosa difficoltà è, per l’appunto, possederli e saperli usare, ma niente di più.

Per procedure più particolari, invece, ad esempio come tagliare a 45 gradi, bisogna porre un po’ più di attenzione e prestare a tutta la procedura la giusta cura che merita: per questo motivo, dopo un’adeguata preparazione – che consiste sostanzialmente nell’approvvigionarsi di seghe, seghetti e ogni altro utensile dedicato all’operazione (consulta questa guida https://www.crocoblade.com/come-tagliare-a-45-gradi) il taglio 45 gradi eseguito in questa maniera verrà sicuramente perfetto e ti permetterà di mettere alla prova il tuo estro in diversi campi della creazione di oggetti innovativi, quali mobili, utensili ovvero ogni altro prodotto di cui tu abbia bisogno, per venderlo o semplicemente per possederlo a scopi ludici.

Perché si effettua il taglio del legno a 45 gradi? Quali sono le difficoltà della procedura e perché bisogna farla facendo attenzione agli angoli di esecuzione?

Sostanzialmente, ricorrere al taglio legno 45 gradi è un’esegienza che deriva innanzitutto dalla necessità di dover costruire mobili e oggetti sempre più complessi. Tagliare con questo angolo, infatti, significa ritagliarsi spazi importanti di manovra per curve, spigoli o angoli. Un taglio solamente verticale e orizzontale, infatti, permette poco estro e uso della fantasia, dando poco valore alle opere create, rendendole di fatto noiose, impedendoti di crescere anche a livello personale come abile professionista.

Fondamentalmente, il motivo per cui si taglia il legno a 45 gradi è il fatto che questa particolare piega permette di unire fra di loro due pezzi di legno che riescano a formare un angolo totale di 90 gradi, ovvero un angolo retto. Ad esempio, si pensi ad una cornice per foto ovvero ad una sgabello in legno: senza il taglio a 45 gradi la realizzazione dello stesso non sarebbe possibile. Proseguendo capirai dunque come tagliare legno a 45 gradi, capendo inoltre che la difficoltà dello stesso deriva soprattutto dal fatto che, in questo caso, l’angolo di incisione è diagonale, rendendosi di fatto fondamentale l’impiego di strumenti guida per evitare problemi di ogni tipo.

Come si calcola l’angolo di taglio a 45 gradi e quali strumenti bisogna utilizzare per effettuarlo?

Per eseguire con successo e precisione il taglio angolare legno è fondamentale prima calcolare il tipo di taglio da fare. Nella scienza della falegnameria, per misurare gli angoli, si ricorre ad uno strumento diverso dal goniometro, che invece viene utilizzato in matematica e in ingegneria per la scienza delle costruzioni, ma è di fatto sostanzialmente inutile per creare angoli sul legno per via della sua conformazione. Il quartabuono è lo strumento utilizzato da falegnami professionisti e amatori per la creazione di angoli. Esternamente, sembra una di quelle squadre a triangolo utilizzate o scuola, ma esistono versioni molto più elaborate che hanno uno snodo ai lati che ne permette la mobilità. Questo strumento deve essere utilizzato bene per poter portare ottimi risultati.

Una volta tracciata la linea per il taglio, bisogna effettivamente utilizzare uno strumento per eseguirla. Il più indicato è sicuramente il taglia cornici, uno strumento creato appositamente per questa operazione che si presenta come una cassetta di plastica dove inserire il legno, disponibile in varie dimensioni e con diversi angoli di taglio. Naturalmente, per tagliare a 45 gradi si può ricorrere a seghe a mano, per cui però serve precisione, seghe a nastro completamente automatizzate o seghetti. Naturalmente, ogni strumento deve essere proporzionato al tipo di legno e all’abilità del falegname che lo esegue.

Carlo Bellini