6 fattori che rendono la stampa 3D una tecnologia più amica dell’ambiente

6 fattori che rendono la stampa 3D una tecnologia più amica dell’ambiente

La produzione additiva cresce nei numeri di utilizzi e applicazioni. Sempre più aziende infatti si affidano a service di stampa o comprano macchinari per ottimizzare alcune parti dei rispettivi processi di produzione. All’apparenza questa tecnologia sembrerebbe più amica dell’ambiente rispetto a quelle che l’hanno preceduta, ma non è del tutto così. Si stima infatti che mediamente una stampante 3D produca più co2 per grammo che altri sistemi di produzione più datati.

Considerato che la stampa 3D è una macrocategoria sotto la quale si iscrivono diverse tecnologie e tipi di materiale, va da sé che il discorso andrebbe rivisto per ogni combinazione. Si pensi solo alla differenza che c’è tra un filamento in PLA, una resina biodegradabile, e una in ABS, una resina estratta dal petrolio.

È però considerando l’intera filiera produttiva che le caratteristiche green dell’additive manufactoring vengono fuori. In questo articolo vedremo più da vicino gli aspetti principali in cui la stampa 3D porta un chiaro vantaggio in termini ambientali, ovvero:

  • Progettazione
  • Utilizzo di meno materiale
  • Riparazioni
  • Produzione in loco
  • Meno magazzino
  • Nuovo modello di fabbrica

Progettazione

Tutto parte dal modo in cui si progettano i design degli oggetti da stampare in 3D. Questa tecnologia abbatte alcuni limiti strutturali, in questo modo si aprono strade per nuove soluzioni che finora risultavano irrealizzabili. La manifattura additiva consente di stampare oggetti interi invece che dover realizzare le singole parti per poi doverle assemblare. Ciò comporta un minor numero di passaggi da dover realizzare, e un utilizzo più accorto del materiale necessario.

Utilizzo di meno materiale

Per sua natura la stampa 3D utilizza meno materia prima rispetto alle soluzioni tradizionali. Anche se le diverse tecnologie che afferiscono alla categoria della stampa tridimensionale agiscono in modo diverso, tutte funzionano per aggiunta di materiale strato su strato. Lavorando per singolo layer la produzione additiva utilizza solo la materia prima strettamente necessaria, lasciando fuori una parte di materiale che può essere riutilizzato nel prossimo ciclo di stampa.

Riparazioni

Pensiamo a oggetti fuori produzione di cui alcuni pezzi sono da riparare. In questi casi la stampa 3D offre la soluzione più rapida ed economica. Con l’utilizzo di una tecnologia parallela quale la scansione 3D, che consente di ottenere il design digitalizzato di qualunque oggetto in brevissimo tempo, si può facilmente replicare qualsiasi forma di cui non si possiede il progetto originale (non a caso si parla di reverse engineering, progettazione inversa. Qui esempi di come funziona uno scanner per stampa 3D). Inoltre questa potenzialità ben si abbina ai costi della stampa 3D. Il costo pro-capite di realizzazione di un prodotto infatti, con la manifattura additiva, rimane costante a prescindere dal numero di unità prodotte. Ciò penalizza questa tecnologia sull’ampia produzione in serie, ma la rende perfetta per la stampa di prototipi, singole unità, piccole e medie tirature.

Produzione in loco

Uno dei servizi che inquina di più a livello planetario è la logistica. Trasportare qualcosa da un punta A ad un punto B costa e ha un impatto sull’ambiente. La stampa 3D può avere un grosso impatto su questo aspetto considerando che grazie ad essa gli oggetti possono essere realizzati direttamente in prossimità del luogo in cui verranno utilizzati.

Meno magazzino

Anche il magazzino diventa una spesa in meno con la stampa 3D. Pensiamo a tutti quei business che hanno bisogno di avere a disposizioni diversi modelli di uno stesso prodotto. Oltre ai costi di inventario c’è sempre il rischio che ci siano delle eccedenze, o che non si riesca ad accontentare una domanda più alta di quella che era stata stimata. Con la produzione additiva si elimina il problema con la possibilità di stampare solo gli oggetti necessari.

Nuovo modello di fabbrica

In generale con la stampa 3D si può immaginare un altro tipo di fabbrica che risponda a esigenze diverse. Meno spazio da occupare visto che i macchinari sono più compatti (e al tempo stesso più veloci). Molto meno inquinamento acustico, le “3D factory” potranno locarsi nel pieno del centro abitato senza bisogno di allontanarsi dalla città.

Nicole Tommasi